Wednesday, January 23, 2013

Primo intervento: ostruzione delle vie respiratorie e soffocamento

L’ostruzione delle vie respiratorie provocata dalla presenza di un corpo estraneo, può, soprattutto nei bambini, essere fatale: per questo motivo è sempre molto importante riconoscere il soffocamento ed i suoi sintomi sin dai primi attacchi di tosse convulsa o di rumore alla inspirazione, quando il bambino fa entrare l’aria nel torace, come se si trattasse di uno stridore insolito.
Negli adulti, la maggior parte dei casi di soffocamento è dovuta all’ingestione di cibi – soprattutto quando, per la fretta, si mandano giù bocconi troppo sostanziosi e si rischia di ostruire il canale respiratorio – ma nei bambini ciò avviene in maniera un po’ differente, soprattutto nel periodo che va dai 6-8 mesi e i 2 anni: i bambini, infatti, incuriositi da tutto ciò che è attorno a loro, possono essere spinti da forme e colori dei propri giochini ad “assaggiarli”, portandoli così alla bocca e rischiando di ingerirli.
Nei casi di ostruzione completa, inoltre, il bambino non è in grado né di tossire, parlare o respirare e, se è grande, si mette le mani alla gola: per questo motivo l’intervento dell’adulto deve essere fatto immediatamente, onde evitare eventuali ulteriori complicanze.

Cosa fare in presenza di ostruzione:
-    Se il bambino tossisce va stimolato affinché continui a tossire e, di conseguenza, ad espellere il corpo estraneo;
-    Se il bambino non tossisce, iniziare con l’intervento di deostruzione.

Intervento di deostruzione:
Per bambini fino ad un anno di vita:
Si posiziona il bambino sulle ginocchia, trasversalmente a noi, e lo si colpisce con decisione per 5 volte, con il palmo a mano aperta, il dorso al centro tra le scapole, verificando ad ogni singola percussione se è stata in grado di risolvere o migliorare il soffocamento. Alternativa: si mette il bambino supino e si pratica lo schiacciamento sotto le costole con 2 dita per 5 volte
Per bambini da 1 a 14 anni:
Si effettua la manovra di Heimlich: Ci si pone posteriormente e, mantenendo il bambino in piedi, si incrociano le mani sul suo addome tra la fine dello sterno e l’ombelico. Col pugno appoggiato tra l’ombelico e la gabbia toracica si spinge, con forti colpi, dall’esterno verso l’interno e dal basso verso l’alto.

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