Wednesday, January 23, 2013

L’educazione alimentare inizia dai primi mesi

Uno degli errori maggiormente commessi da mamma e papà è quello di pensare che il proprio bambino, ancora molto piccolo, non abbia bisogno di correzioni alimentari: si crede infatti che l’educazione alimentare sia qualcosa da rimandare agli anni della scuola, viziando così il piccolo e non provvedendo, nella maggior parte dei casi, ad educarlo ad una sana e corretta alimentazione.
Errore molto grave, soprattutto se si pensa che un bambino in sovrappeso sarà sicuramente un adulto obeso: certo, c’è da sottolineare che spesso è motivo di ironia e di risata toccare le guanciotte rosse e colorite di un bambino, ma spesso si sottovaluta che un bimbo troppo in carne potrebbe diventare un adulto obeso e potenzialmente a rischio.
Per questo motivo, sin dai primi anni di vita è importante insegnare “cosa e come mangiare”, trattando il cibo non tanto come “premio” – vi ricorda qualcosa la famosa frase “Se fai il bravo poi ti compro il gelato?” – o come “alternativa”, ma per come va trattato, appunto, come fonte di nutrimento.
E’ ovvio che la dieta non va intesa come rinuncia o privazione, e che i bambini, da che mondo è mondo, amano la cioccolata, il gelato, e tutti quei dolciumi che, se mangiati con troppa frequenza, certamente non fanno bene alla sua salute: ma far sì che il proprio bambino si abitui in maniera costante ad una sana alimentazione sarà certamente utile negli anni a venire, e lo educherà ad un corretto stile di vita da adulto.
Ecco perché i mesi dello svezzamento sono i più critici a questo proposito: questo è un momento decisivo, perché grazie al vostro comportamento il bambino potrà essere educato a mangiare sano senza che, da grande, faccia i capricci perché non ama quel determinato alimento.

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