Wednesday, January 23, 2013

Colinesterasi alta e bassa gravidanza

La colinesterasi è un enzima complesso che è possibile rilevare nel fegato, nel pancreas, nel cuore, nella sostanza bianca del cervello e in circolo; la sua sintesi è legata con la sintesi dell’albumina, per cui questo enzima viene ritenuto un indice sensibile dell’efficienza protidoproteica della cellula epatica: in effetti, si tratta di un dato ematologico di importanza fondamentale per valutare la funzionalità epatica e la trasmissione nervosa ed in particolare la capacità della paziente di metabolizzare alcune sostanze utilizzate in anestesiologia, proprio perché un eventuale ricorso all’anestesia durante il parto non sia rischioso.
Grazie a questo esame, infatti, è possibile anche valutare che tipo di farmaci è possibile utilizzare durante l’anestesia: esso viene di norma eseguito tra 35a e la 40a settimana, attraverso un esame di laboratorio con semplice prelievo del sangue a digiuno.  Vengono inoltre effettuate delle prove di coagulazione, perché i problemi emorragici conseguenti al parto rappresentano le patologie più gravi in ambito ostetrico: per questo motivo, verificare la normalità dei tempi di coagulazione diventa un dato assai importante, anche se, normalmente, la coagulazione del sangue migliora in modo spontaneo con l’avvicinarsi del momento del parto.


I valori normali vanno compresi tra 3.000 e 11.500 U/L: un aumento dei valori può indicare ipertiroidismo, nefrosi, sclerosi a placche e steatosi epatica, mentre la diminuzione dei valori si collega generalmente ad avvelenamenti, cirrosi, epatite, intossicazione da esteri fosforici, metastasi epatiche, mieloma, mononucleosi.
In ogni caso, la colinesterasi può essere bassa per tre ragioni: la prima è una ridotta funzione del fegato, la seconda può essere una motivazione legata al contatto con sostanze tossiche, come i pesticidi, in grado di ridurre di molto la colinesterasi.
La terza motivazione è legata ad un fattore congenito: esistono infatti delle varianti della colinesterasi ereditarie che presentano una attività più bassa.
Tuttavia, questo dato va tenuto sempre sotto controllo, e va valutato sempre in casi di ricorso alle anestesie: questo perché l’anestesista sappia preventivamente come comportarsi, scegliendo l’anestesia e gli anestetici più adatti al caso.

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