Sunday, March 3, 2013

Alimentazione e bambini: parola d’ordine “gradualità”

Nel secondo anno di vita l’alimentazione del bambino cambia radicalmente e si avvicina sempre di più a quella degli adulti: questo significa che, se fino al primo compleanno il suo pasto doveva essere composto da una sola pietanza nella quale eventualmente raggruppare diversi alimenti, nel secondo anno di età è possibile – ed anche consigliabile – non solo variare i cibi ma anche diminuire la quantità del piatto ed aggiungendo diverse portate.
Il piccolo quindi potrà essere nutrito grazie ad un primo piatto – preferibilmente composto da pasta o risotto – ed un secondo piatto generalmente costituito da un contorno leggero o da un piatto a base di carne, pesce o verdure. Questa variabilità degli alimenti può indurre il bambino ad esprimere con sempre maggiore riluttanza ed ostinazione le sue preferenze, che chiaramente andranno a costituirsi sempre di più, rifiutando gli alimenti che non gradisce: questo atteggiamento non va contrastato, ma può essere in un certo senso aggirato introducendo nella sua alimentazione il piatto unico, per circa tre o quattro volte alla settimana.
Se durante il pranzo, il piatto unico può consistere in un piatto a base di pasta condita con il pesce o con un ragù di carne, per la cena è possibile sostituire le proteine ad alto valore biologico della carne e del pesce con un piatto a base di cereali e legumi. Specialmente per quanto riguarda legumi e verdure il bambino potrà rifiutare categoricamente il piatto, perché essi sono generalmente i piatti cosiddetti “antipatici”, ma ciò non deve scoraggiarvi, e potrete provare a proporre la pietanza “incriminata” in maniera graduale o, al limite, camuffare le verdure eventualmente omogeneizzate all’interno di un piatto a base di pasta o riso, o inserirle in un tortino e magari provare con le vellutate di verdura, di consistenza leggera e probabilmente più accettabile dal bambino.

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